Giovedì 29/10/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Al centro del dibattito sulla prossima Legge di Bilancio ci sono le misure fiscali per le partite IVA e in particolare l'evoluzione del regime forfettario 2027, con l'ipotesi concreta di un innalzamento del massimale di compensi dagli attuali 85.000 euro a quota 100.000 euro annui.
L'eventuale modifica non rappresenterà un semplice ampliamento quantitativo, bensì un meccanismo ibrido studiato per conciliare le intenzioni dell'esecutivo con i vincoli normativi dell'Unione Europea in materia di concorrenza e imposta sul valore aggiunto.
La bozza della Manovra delinea uno schema a doppio binario in base ai volumi di fatturato:
Nel valutare l'impatto di questa riforma, occorre mantenere un approccio prudente:
La gestione contabile di fine anno 2026 richiede tuttavia un'attenzione strategica. Poiché la permanenza nel regime agevolato si determina in base al principio di cassa, il totale degli incassi accreditati entro il 31 dicembre 2026 stabilirà le condizioni operative per l'anno successivo.
Tenere conto fin da ora delle possibili modifiche sul forfettario 2027 permette di impostare una gestione oculata dell'emissione fatture e degli incassi di fine anno: superare la soglia degli 85.000 euro nel 2026, restando sotto i 100.000 euro, potrebbe non significare più l'espulsione verso il regime ordinario IRPEF, ma l'ingresso in una gestione mista che impone la tempestiva predisposizione dei software di fatturazione elettronica per il calcolo dell'IVA.