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Venerdì 27/03/2026
a cura di Ufficio di Cassano delle Murge

BONUS ZES UNICA 2026 – dal 31.3.26 le istanza peer il credito d’imposta per investimenti nelle aree agevolate del Mezzogiorno

Bonus ZES Unica 2026 – Credito d’imposta per investimenti nelle aree agevolate del Mezzogiorno

con la presente segnaliamo che il credito d’imposta per gli investimenti nella ZES Unica è stato prorogato anche per il 2026 ed esteso, in termini di finanziamento, anche agli anni successivi. Per l’annualità 2026, la misura si applica agli investimenti realizzati nel periodo 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2026, nel rispetto della disciplina contenuta nell’art. 16 del D.L. n. 124/2023, come rifinanziata dalla legge di bilancio 2026. Per il 2026 il limite complessivo di spesa è pari a 2,3 miliardi di euro.

1. Soggetti interessati

Possono accedere all’agevolazione, in linea generale, tutte le imprese, indipendentemente da forma giuridica e regime contabile, che siano già operative oppure che si insedino nella ZES Unica, purché effettuino investimenti destinati a strutture produttive ubicate nelle aree ammesse. Le aree interessate comprendono le zone assistite delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, nonché le zone assistite di Abruzzo, Marche e Umbria, secondo la Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.


2. Investimenti agevolabili

Sono agevolabili gli investimenti che rientrano in un progetto di investimento iniziale, come definito dalla disciplina europea sugli aiuti regionali. In concreto, il credito riguarda l’acquisto, anche tramite locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive esistenti o da impiantare nella ZES Unica. Sono inoltre ammissibili gli investimenti in terreni e quelli relativi all’acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali, effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività (nei limiti del 50% dell'investimento).

Ai fini quantitativi, il valore di terreni e fabbricati ammesso al beneficio non può eccedere il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato. Inoltre, il progetto deve avere un importo minimo di 200.000 euro, mentre il costo complessivo ammissibile è riconosciuto entro il limite massimo di 100 milioni di euro per ciascun progetto di investimento.

3. Misura del credito

L’intensità del credito d’imposta varia in funzione di territorio, dimensione d’impresa ed entità dell’investimento. In linea generale, le aliquote teoriche arrivano, a seconda dei casi, fino al 60% per le piccole imprese, 50% per le medie e 40% per le grandi, con maggiorazioni in specifici territori del Just Transition Fund e con aliquote ridotte per alcune aree di Abruzzo, Marche e Umbria.

Si evidenzia, tuttavia, che tali percentuali rappresentano la misura teorica massima. Il credito effettivamente utilizzabile potrà essere rideterminato in funzione delle risorse disponibili e dell’ammontare complessivo delle comunicazioni presentate. Pertanto, sotto il profilo operativo, è opportuno distinguere tra credito astrattamente maturabile e credito concretamente fruibile.

4. Procedura di accesso per il 2026

Per l’annualità 2026 l’accesso all’agevolazione avviene tramite una procedura in due fasi.

In primo luogo, i soggetti interessati devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate una comunicazione preventiva dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, indicando sia le spese ammissibili già sostenute dal 1° gennaio 2026, sia quelle che prevedono di sostenere fino al 31 dicembre 2026.

Successivamente, a pena di decadenza, i medesimi soggetti dovranno inviare una comunicazione integrativa dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027, attestando l’avvenuta realizzazione degli investimenti indicati nella comunicazione preventiva. La comunicazione integrativa deve riportare anche l’ammontare del credito maturato sugli investimenti effettivamente realizzati, gli estremi delle relative fatture elettroniche e quelli della certificazione richiesta dalla normativa. L’ammontare degli investimenti effettivamente realizzati non può essere superiore a quello comunicato nella prima fase.

I modelli e le istruzioni operative sono stati approvati con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 30 gennaio 2026, prot. n. 3882/2026.

5. Fruizione del credito

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, da presentare unicamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. L’utilizzo è consentito solo dopo il rilascio della ricevuta che comunica il riconoscimento del credito spettante. Il credito deve inoltre essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale viene riconosciuto e nelle successive dichiarazioni fino all’esaurimento del suo utilizzo.

L’agevolazione è cumulabile con aiuti “de minimis” e con altri aiuti di Stato aventi ad oggetto i medesimi costi, a condizione che non venga superata l’intensità massima o l’importo massimo consentito dalla disciplina europea di riferimento.

6. Cause di rideterminazione e decadenza

Occorre prestare particolare attenzione ai vincoli successivi alla realizzazione dell’investimento. Il credito è infatti rideterminato se i beni agevolati non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione. Inoltre, il credito viene rideterminato se i beni sono dismessi, ceduti, destinati a finalità estranee all’impresa o trasferiti ad altra struttura produttiva entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello di entrata in funzione.


7. Indicazioni operative per le imprese

Alla luce delle scadenze previste, si invitano le imprese interessate a:

-verificare preventivamente la localizzazione della struttura produttiva nelle aree agevolate;
-controllare che l’investimento rientri in un progetto di investimento iniziale;
-predisporre un budget degli investimenti 2026 e una raccolta tempestiva della documentazione;
-valutare con attenzione la cumulabilità con altre agevolazioni;
programmare con congruo anticipo la trasmissione della comunicazione entro il termine del 30 maggio 2026.

8. Conclusioni

Il Bonus ZES Unica 2026 rappresenta una misura di rilevante interesse per le imprese che intendono realizzare o ampliare investimenti produttivi nelle aree agevolate del Mezzogiorno. L’opportunità è significativa, ma richiede una pianificazione preventiva accurata, una corretta impostazione del progetto di investimento e un rigoroso presidio degli adempimenti formali e documentali.

Restiamo a disposizione per la verifica preliminare dei requisiti, il calcolo del credito teorico spettante e l’assistenza nella predisposizione della comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

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